Pietralunga, uno scrigno di tesori artistici e culinari

Pietralunga, uno scrigno di tesori artistici e culinari

Un antico borgo tra le caratteristiche colline umbre, meta indiscussa di tanti motociclisti amanti della scoperta del territorio più autentico.

Una sosta infatti sotto la antica torre pentagonale permette di fare due passi nel borgo autentico e magari sostare a pranzo in uno dei caratteristici locali dove la tipica cucina umbra è una vera prelibatezza al palato.

Le strade che permettono di arrivare a Pietralunga permettono una guida affascinante grazie ai panorami incontaminati, come l’appagante vista del Monte Nerone che rimane alle spalle percorrendo la SP 201 da località Pianello; percorrendola ci si addentra nel “vero Appennino” attraverso la “Serra di Burano“, la stretta lingua asfaltata si spinge verso il borgo tra una vegetazione che permette a tratti di allungare la vista fino al Monte Ingino che sovrasta Gubbio.

Da dove cominciare per raccontare Pietralunga?

Dal maestoso castello di epoca longobarda o dalla cinta muraria, giunta intatta dal Medioevo a noi?

E perché non l’imponente torre pentagonale che qui chiamano la Rocca?

Nel dubbio, tanto vale ribaltare la prospettiva e affacciarsi dalla sommità del colle che s’innalza fra l’Alta Valle del Tevere e la dorsale della Serra di Burano. Saremo ipnotizzati da un’infinita successione di colline che, in vista dell’Appennino rompono le file, accorpano boschi, trasformando un paesaggio domestico in qualcosa di selvaggio e primordiale.

La conferma tangibile di questa sensazione ancestrale è la foresta demaniale di Pietralunga-Bocca Seriola, uno dei più vasti complessi boschivi e collinari d’Italia estesa per oltre 10mila ettari.

Di fronte all’arretramento dell’uomo, la natura ha ripreso i suoi spazi realizzando una scenografia in perfetta sintonia con le nuove tendenze del turismo.

Le vecchie dimore abbandonate sono così divenute sofisticati agriturismi, countryhouse e mecche per buongustai che qui hanno solo l’imbarazzo della scelta.

Sull’offerta gastronomica di Pietralunga vale davvero la pena di soffermarsi perché raramente capita di trovarsi in una terra tanto generosa.

Le carni, innanzitutto, perché qui è diffuso l’allevamento della chianina, la varietà bovina che dai tempi dei Medici è sinonimo di eccellenza.

Ma non tralasciate la porchetta di maiale, i cappelletti, il torciglione, un dolce a forma di serpente, e poi lenticchie e cicerchie.

Infine, le due eccellenze: la patata bianca di Pietralunga, dalla pasta finissima e dal gusto inimitabile, ideale per realizzare uno dei piatti tradizionali più gustosi, gli gnocchi al tartufo; e così abbiamo svelato il sovrano assoluto della cucina locale, sua maestà il tartufo bianco.

Ogni anno, nel mese di ottobre, la Mostra-mercato del Tartufo e della Patata Bianca, richiama a Pietralnga migliaia di persone nei vicoli del borgo antico.

Il tartufo di Pietralunga è esportato in tutta Europa da parte di vere eccellenze del territorio come Jimmy Tartufi.

continua ……. tratto da un testo del libro Transitalia Marathon “story of a dream”

Pallio della Mannaja - Pietralunga (PG)

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