Covid - io viaggio da casa.

di Mirco Urbinati

E’ febbraio , la primavera sti sta avvicinando e sono realmente emozionato perché a giorni partiremo per il viaggio che abbiamo pianificato per tutto l’inverno.

Andrea, Nicola ed io dopo innumerevoli viaggi negli anni  in Europa dell’est, Spagna, Normandia e Paesi Baltici abbiamo tracciato un itinerario che in un mese, aprile, ci permetterà di guidare le nostre moto su tutta l’Italia, toccandola Regione per Regione.

Il percorso, già caricato fedelmente sui nostri Garmin prevede di scendere dalle Marche passando per l’Appennino e seguire una direttiva che entrerà un Umbria, Abruzzo e giù giù fino alla Puglia per poi attraversare la Basilicata fino alla Sila.

Attraversata la Sicilia e una volta traghettati in terra sarda ritornare via mare a sud, in Campania e risalire lo stivale attraverso le montagne di Frosinone in Lazio; una volta arrivati in Etruria entrare in Toscana nella Maremma e salire a nord per completare l’anello da ovest ad est fino al Friuli Venezia Giulia.

E’ il sogno di una vita, terra di casa nostra che troppe volte abbiamo lasciato per spingerci lontano senza mai conoscerla quanto meriterebbe.

Giovedì pomeriggio, oggi preparerò le valigie rigide con tutto il necessario e l’ultima controllata alla moto, la mia Multistrada 950 S, perché domani si parte !!!

Sistemato l’abbigliamento con cura non dimentico lo spazzolino da denti, la busta con i vari cavetti per ricaricare telefono e macchina fotografica e ci infilo dentro anche un paio di spine multiple, non si sa mai negli alberghi.

Alle 6 di venerdì mattina Andrea e Nicola, sono già davanti casa mia che mi aspettano, appoggio le valigie a terra quasi ingolfato dall’abbigliamento tecnico protettivo e il casco al gomito, chiudo il portone, li saluto e mi dirigo in garage… si parte !!!!

Girata la chiave sul quadro sono già emozionato e innestata la prima si guida un’altra volta, direzione Appennino alto Montefeltro.

Davanti a me il posteriore del GS di Andrea che con le valigie danza dolcemente nel profumo delle ginestre tra Urbino e Peglio.

Superata la gola del Burano facciamo una breve sosta a Pianello di Cagli per un caffè e una sigaretta mentre il Monte Nerone ci guarda dall’alto .

La Traccia GPS ci guiderà lontano con la prossima destinazione Amatrice, alle porte del Lazio.

Le mani al manubrio guidano poco dopo su Campodiegoli nel Fabrianese perché per scendere a Colfiorito, preferiamo la strada che da Fiuminata, Pioraco, ci porterà a Serravalle di Chienti ammirando Monte Lago, una distesa di verde incredibile con i Monti Sibillini sullo sfondo ancora bianchi da un’ultima e timida spolverata di neve.

Ogni volta sull’altipiano di Colfiorito sembra di essere a casa, non c’è traffico e ogni volta quando si apre davanti agli occhi il cuore si riempie di colori e gioia.

Bivio e sinistra direzione Visso, apro il gas e la moto mi segue dolcemente mentre guido a fianco del Monte Cavallo per scendere sulla Valnerina.

La strada scende tra un verde marchigiano di bellezza unica, curva su curva e appare Visso (MC), un borgo bellissimo e pieno di vita dove già al mattino incontriamo motociclisti che ci salutano, sicuramente stanno scendendo su Norcia.

Noi invece saliremo di quota su Castelsantangelo sul Nera perché vivere nel cuore un altro saluto a Castelluccio di Norcia già fa vibrare la pelle e ogni volta che guidi in moto sulla strada che sale dopo l’ultimo borgo con a fianco gli allevamenti di trote a cascata, già rivedi Castelluccio nella mente, come l’hai visto la volta precedente.

Ma non è così, mi stavo sbagliando, superata Spina di Gualdo ci troviamo sul valico ed io, che guido il gruppo, alzo una mano per fermarci un istante; ho le lacrime agli occhi ancora una volta per tanta bellezza, ai piedi del Monte Vettore l’altipiano è una valle chilometrica piatta come un biliardo dalla quale si erge Castelluccio tra un verde silenzioso che spacca gli occhi.

Mentre una piccola volpe ci guarda incuriosita dal fosso a sinistra accarezzo la moto con affetto perché i prossimi chilometri li faremo là dentro, in quello che sembra un paesaggio della migliore narrativa di Tolkien, incredibile ogni volta !!!

Arrivati al borgo una breve sosta e parcheggiamo le moto sulla sinistra, sopra di noi le scritte in dialetto umbro su un antico muro “la mmappata mentre quiu ntedescava lu sposo nzepponava..” e tante altre, ogni volta le guardi e sorridi tra il profumo di stuzzicherie e locali che avvolgono la piccola piazza; “prendiamoci qualche minuto per una fetta di buon salame e uno sguardo senza casco al Monte Vettore dalla staccionata”, ci divide solo una valle senza tempo che pare di origini tibetane o non so… in dubbiamente ha tanto di mistico e sacro.

“Ragazzi facciamo il punto, ora scenderemo verso….”… mentre una voce ci chiama e con tono deciso ..

“che nu magnnate???”

Con un sorriso ci avviciniamo al tavolino e ci sediamo, impossibile non pranzare qua.

Ulisse con tono simpatico e deciso riempie il tavolo di pietanze a tempo zero, lenticchie, guanciale, salsiccie in umido e buon prosciutto salato al punto giusto e prontamente riempie i bicchieri di vino, e poi vino ancora….

“ di duve venite ?”

“Rimini, Bologna, Pesaro, oggi è il primo giorno di viaggio e abbiamo in programma di visitare tutta l’Italia”….

” La vostra voja, questa è l’itaja, è tutta qua, visto Castelluccio ve ne putete anche turnà a casa”..

mentre porta in cucina la bottiglia di vino già vuota.

A suon di battute e risate decidiamo di ripartire a pancia bella piena e salutiamo il borgo tra il profumo di grigliate e flotte di motociclisti che arrivano dalla costa adriatica che parcheggiano ordinatamente le loro moto.

Le prime due curve a scendere sono quasi impegnative a passo d’uomo, il cinghiale nello stomaco sembra muoversi, poi un rettilineo verde come il paradiso e cavalli liberi tra i prati.

STOP! Uno spiazzo a destra ci invita e come non godersi un attimo di pausa con la testa appoggiata su un’erba che sembra quasi eterna ?

Ancora una volta le moto sul cavalletto ai piedi di una Italia raffigurata con un piccolo bosco tra il verde, stendiamo la schiena come bambini in spiaggia guardando le nuvole.

Ci confrontiamo un attimo sulla prossima strada; nel pomeriggio scenderemo ad Arquata del Tronto e da Accumoli saliremo ad Amatrice per l’immancabile sosta aperitivo sul corso, immaginiamo di dormire proprio lì perché il Ristorante bar Roma è la sosta immancabile che ci aspetta.

Chiudendo gli occhi un istante immaginiamo il corso con i vasi dei fiori alle finestre alle voci di decine e decine di persone che passeggiano tra tanti locali che profumano di profonde tradizioni che solo l’Italia sa offrire.

Come l’ultima volta immagino che al mattino faremo il pieno di benzina al distributore nella curva prima del centro, caffè e via direzione Abruzzo e Molise; i caschi appoggiati a terra, il fresco del verde sulla nuca e il dolce rumore di qualche moto che transita passeggiando è un dolce perdere i sensi dopo un pranzo che ribolle nello stomaco…… un tutt’uno con la natura.

BAM !!!!!!!! Apro gli occhi dopo un istante e con le mani sposto le pesanti coperte, strano, surreale, il buio in una camera; le scosto e a piedi nudi attraverso il corridoio verso la cucina.

Che ore sono ? Cos’è ? Accanto alla macchina del caffè una mascherina da viso adagiata sulle bollette pagate il giorno prima, accendo la televisione.

Con la tazzina in mano bollente guardo alla finestra il primo sole svegliarsi e la voce dalla TV replica ancora una volta di lavarsi le mani, mantenere le distanze, le scuole non riapriranno a breve, non toccare a mani nude le superfici, tutti a casa !!! Restate a casa !!! 

Con il telefono in mano cerco in rubrica il numero di Andrea o Nicola ma non li chiamo, non ora.

Mentre prendo la maglia dall’armadio e i jeans puliti colgo con lo sguardo le valigie della moto nel piano più basso, vuote dall’ultimo viaggio in Croazia con sul retro l’adesivo del porto di Trogir.

Il Garmin 276 sulla scrivania è vuoto di percorsi dall’ultimo aggiornamento per quanto mi manca forte il profumo di guidare al manubrio.

Forse un sogno o come mi piace pensare una realtà capace di viverti nel sonno già mi manca per quanto reale, mi stendo perplesso sul divano mentre fuori piove e immagino….

Domani forse chiamerò i miei amici ma non oggi, immagino che il prossimo viaggio realizzerà forse un sogno.

Chiudo gli occhi, mi abbandono, a che serve a volte la realtà ?

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